Parla il presidente di Porto Turistico Capo d'Orlando Federico. Dal 2 dicembre in fiera a Parigi

A quattro mesi dall’apertura il porto turistico di Capo d’Orlando, a distanza di soli due anni dall’inizio dei lavori, conferma le previsioni sul buon andamento della struttura.

“Quasi trecentocinquanta transiti nella stagione estiva- afferma Francesco Federico, presidente della Società Porto Turistico di Capo d’Orlando- oltre cento i contratti già posti in essere, cinquanta dipendenti, dei quali trenta  nell’indotto e venti le attività commerciali attive,  di cui ben quattro appartengono al mondo della ristorazione. Dal 2 al 10 dicembre, la struttura portuale parteciperà  alla fiera internazionale della nautica di Parigi”. “Durante la prestigiosa rassegna- precisa Federico-  sarà presentata, unitamente ai suoi servizi  nello stand allestito al Salone di Parigi,  che la regione Sicilia organizza nell’ambito del “progetto di internazionalizzazione delle imprese della nautica. È una grande occasione per far conoscere  “ Capo d’Orlando Marina” ed il territorio in cui si erge, agli oltre 200 mila visitatori della kermesse parigina, la maggior parte dei quali sono proprietari di barche e come tutti gli abitanti del nord Europa, sono grandi navigatori ed amanti del mare tutto l’anno”. Il presidente Federico non ha dubbi: “ Il Marina è destinato ad essere il punto di partenza privilegiato per navigare alla scoperta delle Eolie ( i cui collegamenti sono stati avviati lo scorso luglio) e di tutta la Sicilia del nord anche grazie al clima mite per gran parte dell’anno. Al Salone di Parigi, il porto,  che fa parte della rete “MPN Marinas”,  farà conoscere ad   un pubblico internazionale non solo ormeggi di elevato standard qualitativo e di servizio,  ma anche un’esperienza turistica a 360 gradi. “ Ogni Marina della rete- spiega Federico-  costituisce infatti una porta d’ingresso sul territorio che propone ed organizza itinerari collaudati nel raggio di 150 km dall’impianto e fornisce informazioni sulle ricchezze culturali, paesaggistiche e gastronomiche del comprensorio nebroideo”.  Come un orologio svizzero, nel pieno rispetto del cronoprogramma, dopo appena due anni dalla consegna dei lavori, il porto turistico orlandino ha aperto i battenti lo scorso primo luglio. Quella che era soprannominata la più grande incompiuta, un’opera iniziata negli anni ’70, adesso è completamente nuova, a seguito dei lavori di completamento tramite il Project Financing, dopo un’attesa lunga ben 45 anni. Il progetto del Marina, realizzato in partenariato pubblico privato attraverso lo strumento della concessione in Project Financing tra il comune di Capo d’Orlando e la società di progetto aggiudicataria Porto Turistico di Capo d’Orlando Spa, per un importo di 48 milioni di euro ed una concessione sessantennale, ha previsto il completamento dell’esistente darsena in località Bagnoli ed il ripascimento dei tratti in erosione lungo il litorale sottoflutto al porto esistente. “Capo d’Orlando Marina è la prova tangibile- afferma l’architetto Giuseppe Mangano, presidente del Consorzio che si è occupato della costruzione del porto- di come con chiarezza progettuale e impegno in soli due anni di lavori sia possibile realizzare un’opera all’avanguardia, in una terra dove troppo spesso assistiamo a ben altri esempi.  Il nuovo porto vuole essere un simbolo di rinascita per tutta la Sicilia, uno stimolo a fare emergere le molte eccellenze che la rendono unica”.  Il Marina si sviluppa su un’area di 183 mila metri quadri tra spazi interni e banchine. Le costruzioni previste dal progetto a supporto dell’infrastruttura turistica racchiudono un’officina per le riparazioni e il rimessaggio ed una passeggiata di negozi che si estende a livello della banchina su circa 3 mila  metri quadri e che comprende anche bar, ristorante e mini-market. Dall’ottobre scorso al timone del porto , con oltre 500 posti barca, Enza Di Raimondo,  è stata nominata nuovo direttore, che afferma:  “È la struttura più all’avanguardia dell’isola, e si rivolge a un pubblico d’élite, internazionale, sempre più attratto dal Mediterraneo e che qui può trovare i servizi di altissimo livello ai quali è abituato”. (